CHI SONO

La figura dell’hobo nasce all’alba della seconda rivoluzione industriale negli Stati Uniti di fine Ottocento, quando lo sviluppo delle reti di comunicazione e delle strade ferrate, assieme al mutamento dei processi produttivi, spinge molti lavoratori a prestare la propria opera a cottimo, pur rifiutando il servaggio da esso imposto.
Erano uomini che si sottraevano al senso di appartenenza moderno e all’organizzazione sociale, privi di famiglia e di carriera, che coniugavano la saltuarietà dei propri legami con i caratteri della propria mobilità e del proprio lavoro.

COSA FACEVANO

Gli hobos saltavano sui treni merci in corsa non solo per andare alla ricerca di un nuovo lavoro, ma anche per lavorare seguendo il proprio istinto di vita e la propria aspirazione di libertà. Secondo Anderson, antropologo dell’Università di Chicago e studioso di questo fenomeno, “il vero hobo era il lavoratore in posizione provvisoria che, disposto ad andare ovunque per cogliere l’opportunità di un lavoro, era ugualmente disposto a lasciarlo in seguito. Il suo ruolo provvisorio era legato alle due frontiere”.

COME COMUNICAVANO

Gli hobos comunicavano attraverso un codice di segni grafici che apponevano nei luoghi delle loro tappe per fornire agli altri informazioni e valutazioni sul posto in cui si erano fermati o avevano sostato. Si trovavano così a disegnare delle vere e proprie mappe per dare indicazioni ai propri compagni di avventura e facilitarne il viaggio.

Condividi:
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Live
  • Yahoo! Buzz
  • FriendFeed
  • del.icio.us